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giovedì 25 settembre 2014

Recensione | Doll Bones - La Bambola di Ossa - Holly Black

Ciao a tutti, Mysamigos!
Sono appena riemersa dalla sessione di settembre! YEEH! Mi è costata cara (ieri è stata probabilmente una delle peggiori giornate della mia vita), ma ne sono fuoriiii! *_*

Festeggiamo con una bella recensione!
Doll Bones - La bambola di ossa
HOLLY BLACK 



 Mondadori ▲ Rilegato 220 pagine ▲ 17.00 € 

TRAMA: «A dodici anni, Zach passa i pomeriggi a inventare storie con le sue due migliori amiche, Poppy e Alice: i tre hanno affidato il dominio del loro regno immaginario all'enigmatica Regina, una bambola di porcellana così perfetta da sembrare viva. Un brutto giorno il padre affronta Zach intimandogli di crescere e di cominciare a interessarsi a cose "da grandi". Il mondo di Zach sembra andare in frantumi, finché una notte la Regina compare in sogno a Poppy, rivelandole di essere stata una bambina in carne e ossa di nome Eleanor, le cui ceneri si trovano ora all'interno della bambola; Eleanor non avrà pace finché non sarà seppellita nella sua tomba, in una lontana cittadina dall'altra parte degli Stati Uniti. I tre ragazzi partono nel cuore della notte, dormendo sotto le stelle, accampandosi nei cimiteri, incontrando bizzarri personaggi che parlano alla bambola scambiandola per una bambina vera, in un viaggio che cambierà per sempre le loro esistenze. »

martedì 28 gennaio 2014

Recensione | Il (Grande) Grande Gatsby - F.S. Fitzgerald

Ciao a tutti, miei bellissimi lettori!
Ora, sappiamo tutti che io ho uno strano rapporto con i libri: alcuni di loro mi seguono. Letteralmente. Succede che un dato libro mi appaia ovunque vada (librerie, mercatini, poster che pubblicizzano l'imminente uscita del film tratto proprio dal libro che mi sta seguendo), finché non decido di comprarlo e di leggerlo.

Piccola vocina malevola: Ti è mai sorto il dubbio che tu sia semplicemente vittima dell'operazione di marketing messa in atto attorno all'uscita di un adattamento cinematografico tratto da un libro? Insomma, è plausibile che, se uscisse il film della Pimpa, i libri illustrati della Pimpa sarebbero ovunque. APRI GLI OCCHI E ANNUSA IL MERCATO DI HOLLYWOOD, DONNA.

Grazie di nulla, piccola vocina malevola. No, non è così. Ci sono libri che non hanno niente a che fare col cinema che mi seguono. Quindi, taci e lasciami demonizzare poveri ammassi di carta stampata in PACE.

Il Grande GatsbyF.SCOTT FITZGERALD


TRAMA: « Il grande Gatsby ovvero l'età del jazz: luci, party, belle auto e vestiti da cocktail, ma dietro la tenerezza della notte si cela la sua oscurità, la sua durezza, il senso di solitudine con il quale può strangolare anche la vita più promettente. Il giovane Nick Carraway, voce narrante del romanzo, si trasferisce a New York nell'estate del 1922. Affitta una casa nella prestigiosa e sognante Long Island, brulicante di nuovi ricchi disperatamente impegnati a festeggiarsi a vicenda. Un vicino di casa colpisce Nick in modo particolare: si tratta di un misterioso Jay Gatsby, che abita in una casa smisurata e vistosa, riempiendola ogni sabato sera di invitati alle sue stravaganti feste. Eppure vive in una disperata solitudine e si innamorerà insensatamente della cugina sposata di Nick, Daisy... Il mito americano si decompone pagina dopo pagina, mantenendo tutto lo sfavillio di facciata ma mostrando anche il ventre molle della sua fragilità. Proprio come andava accadendo allo stesso Fitzgerald, ex casanova ed ex alcolizzato alle prese con il mistero di un'esistenza ormai votata alla dissoluzione finale.»


Dicevo, ci sono libri che mi seguono. Il Grande Gatsby e l'intera opera di Fitzgerald mi stalkeravano da un po' (...no, non per il film con Di Caprio, Piccola Vocina Malevola) quando, finalmente, mi sono decisa. Ho comprato un'edizione carina e a buon mercato del Grande Gatsby e l'ho lasciata sullo scaffale. Volevo solo che la persecuzione finisse.
Poi ho deciso di leggerlo (...sì, Vocina Malevola, l'ho letto perché volevo andare a vedere il film, contenta? Ora torna nel girone dell'inferno a te riservata).
Questa in teoria, quindi, dovrebbe essere una recensione. Ma a me non piace dire di "recensire" i classici. Non mi sentirei mai in diritto di fare una critica di uno di questi mostri storici. Non ne ho le competenze.
Quindi, risolviamo così: una lista di motivi per cui penso che Gatsby sia GREAT.

Spoiler alert! Non sono riuscita a mettere su un post spoiler-free quindi, se non avete letto il libro e non volete rovinarvi la futura lettura, non proseguite.

venerdì 20 settembre 2013

Recensione | The Sky is Everywhere - Jandy Nelson

Sono sempre stata straordinariamente veloce a leggere.
Ho letto Harry Potter e l'Ordine della Fenice in dodici ore, quindi non dovrei più sorprendermi di niente.
Eppure due giorni fa, quando ho iniziato a leggere The Sky is Everywhere di Jandy Nelson al terminal dei pullman della mia università, di certo non avrei creduto di terminarlo prima del mio arrivo a casa.
C'è da dire che gli spaventosissimi ritardi dei mezzi di trasporto mi hanno aiutata: mi sono messa in viaggio alle undici e venti e sono riuscita a ritornare a casa solo alle quattro.
E, paradossalmente, è stata una fortuna. Non avrei mai potuto mettere giù il kindle prima di aver letto fino all'ultima pagina. 

The Sky is Everywhere
JANDY NELSON 


 Fazi Editori ▲ Brossura 270 pagine ▲ 15,00 € 

TRAMA: « La diciassettenne Lennie Walker è praticamente perfetta: ama i libri, suona il clarinetto nella banda della scuola e trascorre gran parte del suo tempo felicemente riparata dall'ombra della volitiva sorella maggiore, Bailey. Ma quando Bailey muore, d'improvviso Lennie si ritrova catapultata al centro del palcoscenico della vita. E, a dispetto della sua inesistente esperienza con l'altro sesso, si troverà a barcamenarsi tra le attenzioni di ben due ragazzi. Toby è l'ex fidanzato di Bailey: il suo dolore fa da eco a quello di Lennie. Joe, invece, si è da poco trasferito in città, dopo un'infanzia trascorsa a Parigi, e il suo magico sorriso sembra essere eguagliato solo dal suo straordinario talento musicale. Per Lennie, Toby e Joe sono come il sole e la luna: se uno è capace di spazzar via il dolore, l'altro le offre conforto. Eppure, proprio come le loro controparti celesti, i due ragazzi non possono incontrarsi l'uno nell'orbita dell'altro senza che il mondo esploda »


giovedì 29 agosto 2013

Recensione | 84, Charing Cross Road - Helene Hanff

Ben trovati, miei meravigliosi lettori!
Ieri ho sentito Mel per telefono. Mi manca quella brutta gargoyle.
Tanti bacini per te, Mel. Questa volta, sono sicura che li apprezzerai di più. EHEHEH.
Comunque, come vi ho accennato la settimana scorsa, vorrei dedicare un post ad un libricino piccolissimo ma davvero meritevole, una delle tante piacevoli scoperte letterarie che ho fatto all'università (Shakespeare per primo). Sto parlando di 84 Charing Cross Road di Helene Hanff.
84 Charing Cross Road
HELENE HANFF 



 Sphere ▲ Brossura 230 pagine ▲ 10 € 

TRAMA: « È Frank Doel, commesso in una vecchia libreria antiquaria londinese - "l'unica creatura al mondo che mi capisca" - a soddisfare gli stravaganti desideri di una giovane scrittrice americana appassionata di saggi del Settecento, che con lui intreccia una fitta corrispondenza. Miss Hanff sogna per anni di sbarcare nell'"Inghilterra della letteratura", di conoscere di persona Doel e la libreria cui deve tanto. Ma Frank scompare prematuramente e la libreria chiude i battenti nel 1970. Helene Hanff approderà finalmente a Londra solo in occasione dell'uscita di queste lettere che rappresentano l'insolita parabola dal culto dei libri a quello che è diventato, grazie a una felicissima trasposizione filmica, un "libro di culto" »

giovedì 18 luglio 2013

Recensione | Laila Volpe e Evindi Mott, I Trafficanti dell'Ombra - Man Ekang

Mys, tra pochi minuti, evaporerà.
Buon pomeriggio, miei cari lettori viandanti (?)!
Sono stata molto poco presente sul blog in questi giorni, lo so. Improvvisamente i miei genitori hanno deciso che non ho diritto ad un attimo di tregua se non per nutrirmi.
(Quadro eccessivamente drammatico della situazione. In realtà, è il caldo che mi fa diventare straordinariamente pigra).
Bando alle ciance! Userò quest'improvvisa voglia di fare qualcosa di utile nella mia vita, per scrivere finalmente la recensione di Laila Volpe e Evindi Mott - I Trafficanti dell'Ombra di Man Ekang.
Ve ne parlai un po' di tempo fa, prima di iniziare a leggerlo. In effetti, ero decisamente entusiasta di iniziare questo libro, le premesse c'erano tutte:
I Trafficanti dell'ombra
MAN EKANG



 Selfpublished ▲ ebook262 p. ▲ 1.07€

TRAMA: « La giovane torinese Laila Volpe incontra Evindi Mott, alla lezione di antropologia culturale del professore Debrossac. L’incontro in apparenza casuale era in realtà voluto dal ragazzo africano nel quadro di una sua prova di iniziazione, nella società dei suonatori di Mvett. Ma dopo averlo sorpreso in flagrante, il professore Debrossac lo convincerà ad aiutarlo per ritrovare sua figlia scomparsa misteriosamente in Torino. Evindi Mott accantonerà successivamente i suoi primi progetti per Laila e, insieme al professore,aiuterà la ragazza a dare un taglio ai suoi incubi ricorrenti. In questo contesto, Laila conoscerà l’esistenza delle “monete del fato” e imparerà che la sfortuna non è nient’altro che il risultato di un’attenta manipolazione di certe entità, da parte di coloro che hanno la conoscenza di alcune leggi della natura. L'acquisizione di questo sapere da parte di Laila, scatenerà l’ira di coloro che tenevano un cospicuo traffico delle sue capacità intellettuali e delle sue chance. Come mai ci si riduce a vivere un’esistenza poco gratificante quando in realtà, sembravamo promessi ad un grande destino? Come mai un progetto che sembrava ben partito fallisce improvvisamente? Ecco il tipo di domande alle quali Laila riceverà una risposta non necessariamente razionale, ma sicuramente convincente. »

Questo libro segna l'esordio dello scrittore Man Ekang. Ci tengo a fare questa premessa perché ho tenuto conto del fattore "opera prima" mentre leggevo. Comunque, ho riscontrato alti e bassi.

mercoledì 10 luglio 2013

Recensione | Gente di Dublino - James Joyce

Quando mi sono seduta al pc e ho iniziato a scrivere questo post, mi sono detta “Ok, Mel. Niente introduzioni idiote. Passa subito al punto”.
E ci ho provato, davvero!
Lo giuro!
Ma mi sembrava tutto così triste e grigio e serio e professionale
Perciò, lunga vita alle introduzioni idiote e spropositate!
(stavolta vi risparmio la gif. Ringraziatemi).

Dalla regia mi dicono che sono proprio una simpaticona.
Bene, ora che mi sento in pace con me stessa, possiamo andare avanti.
Il libro di cui vi parlerò oggi mi mette abbastanza in difficoltà.
Fa parte di quel gruppo di opere che, secondo me, una persona deve leggere almeno una volta nella vita.
Come al solito, rimando commenti e spiegazioni a dopo e vi lascio direttamente la descrizione di Gente di Dublino di James Joyce.





Gente di Dublino
JAMES JOYCE 



 Giunti ▲ Brossura 256 pagine ▲ 6,00 € 

TRAMA: « Considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento, questi quindici racconti - terminati nel 1906 ma pubblicati soltanto nel 1914 perché per la loro audacia e realismo gli editori li rifiutarono - compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fondamentali della vita umana: l'infanzia, l'adolescenza, la maturità, la vecchiaia, la morte. Fa da cornice a queste vicende la magica capitale d'Irlanda, Dublino, con la sua aria vecchiotta, le birrerie fumose, il vento freddo che spazza le strade, i suoi bizzarri abitanti. Una città che, agli occhi e al cuore di Joyce, è in po' il precipitato di tutte le città occidentali del nostro secolo.»





sabato 15 giugno 2013

Recensione | Il Ballo - Irène Némirovsky

Ciao a tutti!

Sono ancora un po' rintontita perché ho praticamente dormito tutto il pomeriggio (invece di fare cose socialmente e moralmente inutili, come studiare), perciò probabilmente scriverò qualcosa che somiglierà a un post nonsense. Tuttavia, volevo parlarvi de Il Ballo di Irène Némirovsky, titolo presente nella collana Live della Newton Compton (benedetto sia chi ci ha pensato), perché questo brevissimo romanzo mi ha fatto venire un'incredibile voglia di procurarmi tutte le altre opere della Némirovsky.
Ma andiamo per gradi.
Il BalloIrène Némirovsky 
 Newton Compton ▲ Brossura100 p. ▲ 0.99€

TRAMA: « Per i Kampf l'organizzazione del ricevimento, a cui sono invitati i maggiorenti della città, è un'occupazione serissima. Tutto deve funzionare alla perfezione, come il meccanismo di un prezioso orologio. Proprio per questo, il ballo, che dovrebbe segnare l'ingresso della quattordicenne Antoinette nella brillante società parigina, è un sogno più per la madre, volgare e arcigna parvenue, che per la ragazza. Con una scrittura precisa e senza fronzoli, Irène Némirovsky racconta in poche, dense e drammatiche pagine, la vendetta di Antoinette. »







giovedì 13 giugno 2013

Recensione | Hybrid. Quel che resta di me - Kat Zhang

Buon giovedì a tutti!
Ieri sono stata tutta la giornata a Napoli e ho saltato il WWW Wednesday. Mi sembra un po' inutile farlo ora, quindi approfitto di una lunghissima pausa studio e passo a qualcosa di diverso.
Come al solito, mi trovo una lista infinita di libri da recensire (ormai dovrei aver capito che leggo molto più velocemente di quanto scrivo. Dovrei darmi una regolata) quindi, ovviamente, ho finito questo romanzo circa due settimane fa.
E ve ne parlo solo adesso. Lo so, lo so. Il libro in questione è Hybrid di Kat Zhang.
Su, mettetevi comodi e cominciamo!


Hybrid, quel che resta di me
KAT ZHANG 

The Hybrid Chronicles, #1


 Giunt ▲ Rilegato 416 pagine ▲ 14,90 € 

TRAMA: « In un futuro distopico, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l'anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell'infanzia. 
Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un'aberrazione da correggere. Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua seconda anima ancora attiva. È proprio Eva la voce narrante che ci fa vivere le emozioni dal suo punto di vista. 
Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l'altra parte di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l'una dell'altra. 
Nonostante tutti i tentativi per difendere e nascondere l'esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto e le due vengono rinchiuse in un agghiacciante centro per ibridi non resettati. L'unico modo per sopravvivere entrambe è una fuga impossibile »

"Non dovrei più esistere, ma sono ancora qui".

lunedì 6 maggio 2013

Recensione | Novecento. Un monologo - Alessandro Baricco

« Il mondo, magari non lo aveva visto mai.Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave: ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l'anima  »

Ci sono libri interminabili, che si snodano in centinaia di pagine e che, malgrado l'abbondanza di elementi e situazioni fuori dal comune, non riescono a prenderti.
Poi ci sono libriccini minuscoli, dalla copertina quasi insignificante, che ti conquistano completamente, al punto da fartene desiderare ancora e ancora.
Questo è il caso di Novecento di Alessandro Baricco.

Novecento
ALESSANDRO BARICCO 



 Feltrinelli ▲ Brossura 62 pagine ▲ 6,50 € 

TRAMA: Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. Questo racconto, nato come monologo teatrale, è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film "La leggenda del pianista sull'oceano".



Mi ci ero imbattuta spessissimo durante i miei peregrinaggi in libreria e, nonostante avessi sempre soppesato l'idea di leggerlo, continuavo ad evitare di comprarlo.
Ieri, però, una mia cugina ha lasciato il suo kindle incustodito; ho iniziato a frugarci dentro e, tra la serie di romanzetti altamente discutibili, ci ho scovato Novecento. L'ho visto come un segno del destino: ho iniziato a leggerlo.

Novecento è un breve monologo che racconta la storia di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, nato su una nave in cui ha consumato la sua intera esistenza. Con la sua attitudine alla musica e la sua capacità di far risuonare, grazie al suo pianoforte, note mai sentite prima, Novecento guadagna una grandissima notorietà, pur non avendo mai messo piede sulla terra ferma.
Il suo personaggio è avvolto dal mistero: non si sa nulla del suo passato, se non la spiegazione di questo nome che si porta dietro, e le sue decisioni future sono attorniate da un alone filosofico che le renderà chiare solo alla fine.
Questo è un libro che non ti lascia via d'uscita: tu sei su quella nave, tu senti le onde gorgogliare sotto di te, tu ti incanti ad ascoltare la musica suonata in terza classe, tu hai gli occhi pieni di quell'America che si staglia contro l'orizzonte, tu non vorresti più scendere.

giovedì 7 febbraio 2013

Recensione | Cime Tempestose - Emily Brontë


Cime Tempestose
EMILY BRONTË



 Mondadori ▲ Brossura 400 pagine ▲ 10,00 € 

TRAMA: Pubblicato nel 1847, "Cime tempestose" narra la passione di Heathcliff, trovatello orgoglioso e ribelle, per Catherine, legata a lui da un sentimento che non le dà pace neppure dopo il matrimonio con il ricco Edgar Linton. Attorno a questo nucleo centrale si costruisce un romanzo d'amore che via via si rivela una tormentata vicenda di vendetta. Le deserte e ventose lande dello Yorkshire, le sue brughiere aspre e selvagge sono l'indimenticabile sfondo di una storia in cui si fondono le suggestioni delle grandi tragedie shakespeariane e il clima romantico ottocentesco. Nella temperie di esasperata sensibilità tipica del Romanticismo, "Cime tempestose" si segnala per la finezza del disegno psicologico e per un senso di commossa interiorità che sembra precorrere alcune tra le più mature conquiste del romanzo inglese del primo Novecento come i capolavori di Joyce e Virginia Woolf.


Non potevamo che iniziare con un classico senza tempo.
Cime Tempestose (Wuthering Heights, 1847) non è un libro alla portata di tutti. Se siete alla ricerca di un romanzo ottocentesco zuccheroso e smielato, chiudete e dedicatevi ad altro.
Nel mondo creato da Emily Brontë la storia d'amore è sapientemente inserita in un contesto più ampio, fatto di caratteri più o meno forti che si vanno a scontrare tra di loro e personaggi talmente esagerati da risultare inverosimili.
Almeno ad un primo sguardo.
Proseguendo nella lettura, si ci rende conto che sono proprio le reazioni sproporzionate dei personaggi a renderli così veri. Ognuno di essi (ad eccezion fatta di Edgar Linton, che è la bontà in persona) cova in sé una certa dose di cattiveria e malignità, che lo spingerà ad assumere un determinato comportamento.