mercoledì 1 marzo 2017

Cronache di un tirocinio in libreria | Un Infausto Inizio


Oggi vi propongo un post diverso dal solito.
Qualche mese fa ho iniziato un tirocinio nella libreria della mia città. Il blog era in pausa, allora, e mi sono successe un sacco di cose che avrei voluto condividere con voi. Vuoi per l'ambito letterario, vuoi perché ho fatto un bel po' di cose interessanti, vuoi perché...mettere su carta le proprie sventure aiuta sempre a vederle in chiave ironica.
Ecco perché ho pensato di scrivere questa serie di resoconti, che penso di postare una volta a settimana o giù di lì. 
Non sarà niente di speciale, in fondo, ma alcuni eventi sono così assurdi da essere irreali. E invece sono successi davvero. Perciò, se vi faranno ridere, tenete presente che io, invece, molto probabilmente bestemmiavo in swahili nel mentre.

















Oppure, per dirla nei termini del mio corso di studi: "Si trovi in autonomia qualcosa che sia anche lontanamente nel campo editoriale e la smetta di presentarsi allo sportello tirocini ogni santo Mercoledì. No, non mi interessa che dovrebbe farsi quattro ore di viaggio per raggiungere la casa editrice più vicina. Va bene, va bene, la smetta di strillarmi contro. Le andrebbe bene un posto agli Alcolisti Anonimi nel paese accanto al suo comune di residenza? Signorina, lei è davvero polemica. Torniamo al punto di partenza: trovi qualcosa di simile. Il prossimo".

Per una volta nella vita, la sorte mi ha sorriso: la libreria del mio paese accetta di prendermi come tirocinante.
Seguono innumerevoli documenti da firmare e consegnare all'università ("Signorina, ancora qui?!") e finalmente, finalmente sono pronta ad iniziare.
Il primo giorno, la mia emozione ha una piega quasi infantile.
Il tempo che mi occorre a tirare due righe di eyeliner sugli occhi lo impiego a sceneggiare film mentali da Oscar. (che, con la sfiga che mi ritrovo, verrebbero tutti premiati come MIGLIOR FILM grazie alla busta sbagliata e a un pizzico di demenza senile).
Mi sento come una protagonista di un romanzo. Avete presente quelli che tanto critico e smantello con le mie recensioni?
Ecco. Quel tipo di romanzo. Quello un po' sciocco e frivolo, in cui la tipa in questione inizia a lavorare in libreria e improvvisamente ottiene quello che più brama (nel caso della tizia, un manzo. Nel mio, la laurea).
Ma questo è imbarazzante, quindi faremo finta di non averlo scritto.

Comunque.
Riesco ad uscire di casa in anticipo, il che sembra assurdo persino a me, e impiego solo cinque minuti a raggiungere la libreria. Lo staff è già lì. Per il bene dell'anonimato, diciamo che si compone di Capo, Capa e D.
Capo mi fa vedere dove lasciare la mia roba, conducendomi in quello che loro chiamano "l'Ufficio". Cioè uno stanzino sul retro della libreria. A questo punto, capisco che non solo hanno chiari problemi con la denominazione delle cose, ma che devono essere maledettamente bravi nei puzzle: sono riusciti ad incastrare in una stanza minuscola tre scaffalature, una postazione computer, un tavolino con un televisore collegato ai video di sorveglianza, un bancone con un fornellino da campeggio ed un attaccapanni.
Sono impressionata. Faccio i miei complimenti mentre tento di sfilarmi la sciarpa senza strangolarmi (divento più goffa del solito, quando sono in ansia).
Dopo questo allegro siparietto, Capa condensa in un quarto d'ora tutte le nozioni informatiche che loro hanno imparato in un anno o giù di lì. Cerco di prestare più attenzione possibile, ma tutto quello che riesco a sentire è roba tipo: "Non premere quel bottone o annulli tutti gli ordini", "Non andare in questa sezione che ci sono le fatture", "Continua ad inserire i numeri ogni 40 minuti, Desmond, o l'Isola si incazza come una bestia".
Alla fine, giungo alla conclusione più logica e lampante che il mio cervello è in grado di suggerirmi: stai alla larga dal computer, Mel, e la vita ti sorriderà.
Vengo lasciata qualche minuto a me stessa, mentre Capa piazza un mocio vileda in mano a D. e lo invita a pulire il reparto bambini, e ne approfitto per guardarmi intorno.
Già mi immagino a gestire il mio primo cliente: lui mi chiederà un libro bellissimo che possa cambiargli la vita ed io, dopo un momento di riflessione profonda, lo porterò di scaffale in scaffale, elencandogli vari titoli e parlandogliene con professionalità e distacco.
Per poi venderglieli tutti. E battere il record di incassi della libreria. E ricevere un Encomio Speciale per i Servigi Resi alla Cultura.
Che posso farci, funziono così.

Ovviamente, ovviamente, le cose non seguono la scaletta dettata dai miei film mentali.
Durante la mia prima mattinata, si avvicendano una decina di clienti, ma Capa li intercetta ancor prima che io possa provare ad adescarli  ("Ehi compare, vuoi comprare un fantasy di alto livello?").
Niente contatto umano, per me. In compenso, un sacco di scatoloni da svuotare.
Anche in questo caso, sarebbe potuto andare meglio.
Nel senso, Capa mi piazza a sistemare i nuovi arrivi a scaffale, no? Sembra fantastico! Le nuove uscite! Viva la vita!
E invece mi becco gli scatoli delle sezioni dedicate all'Economia e alla Religione.
Cioè, davvero, dov'è la giustizia divina?

Poi, d'improvviso, la svolta: Capa deve andare a prendere la bambina a scuola; Capo sparisce nello stanzino sul retro; D. sta sistemando le fatture al computer.
Io sistemo sullo scaffale l'ultimo libro di Papa Francesco.
Ed entra un cliente.
L'idea di entrare in scivolata e placcarlo non mi sembra troppo male, ma poi ricordo improvvisamente di avere 24 anni e una carriera universitaria appesa al filo, perciò mi limito ad act cool e ad aspettare che il povero malcapitato si sia almeno chiuso la porta alle spalle.
Sono così emozionata che faccio caso solo in un secondo momento che si tratta di una ragazza poco più piccola di me, dall'aria spaesata.
Ha l'aria spaesata! Necessita il mio aiuto!
Mi avvicino e le rivolgo quello che spero sia un sorriso cordiale (ma che, probabilmente, somiglia un po' a questo qui sotto).
"Ciao! Posso aiutarti?".
Dimmi di sì, dimmi di sì...
"Sì, grazie".
AH! VEDRAI, CAPA. VENDERO' UN MUCCHIO DI LIBRI, COSì DOVRAI PER FORZA FARMI GESTIRE I CLIENTI!
"Cercavi qualcosa in particolare?".
"Sì. Avete per caso Cinquanta Sfumature di Dorian Gray?".

Ed è in questo momento che, di colpo, sono certa di tre cose.
1) esiste per forza un'Entità Sovrannaturale.
2) l'Entità in questione si diverte da morire a giocare con me.
3) non sono pronta a gestire i clienti, perché resto a fissare la ragazza con gli occhi spalancati, battendo le palpebre di tanto in tanto, stile ERROR 404: File not Found.
"Forse hai fatto confusione con i titoli".
E sto anche per spiegarle il motivo della mia obiezione, ma lei mi interrompe.
"No no, sono sicura che si chiami così!".
"Guarda, sono due libri diversi. Uno è Cinquanta Sfumature di Grigio, l'altro è il ritratto di Dorian Gray, e-".
"Senti, è quello in cui lui usa i frustini. Se poi ha pure un quadro a casa io che ne so, mica l'ho letto! Cioè, se lo avessi letto starei qua a cercarlo?".

Alla fine di tutta questa storia, la ragazza va via con il suo libro (SPOILER: non quello scritto da Oscar Wilde) e io vengo convocata nello stanzino (seriamente, si ostinano a chiamarlo Ufficio, ma è un dannato stanzino).
Capo mi fa sedere, mi piazza una tazza di caffè in mano e inizia a spiegarmi come si porta avanti una libreria in un paesino del sud Italia, in cui le librerie di solito chiudono dopo due mesi di attività e in cui, in generale, la gente non legge.
Il tutto è riassumibile in: "Abbiamo a che fare tutti i giorni con gli idioti. Facci l'abitudine e buona giornata".

Sarà un tirocinio molto, molto lungo.




Okay, adesso dovete farmi sapere cosa ne pensate.
Non delle mie sfighe, quelle fanno schifo e me ne rendo da sola, ma dell'idea in generale.
Se non volete farlo per me perché vi sto antipatica, fatelo per Mys, che si è sentita le mie lagne posto-non posto fino a notte inoltrata.
Un bacio!

26 commenti:

  1. Vorrei mandarti virtualmente la mia mano e far sì che si appoggi sulla tua spalla, e dirti "non preoccuparti, andrà tutto bene". Ripeti con me: "andrà... tutto... bene". Ottimo!
    Ahahah. Scherzi a parte, mi sono divertita un sacco ad immedesimarmi i te mentre leggevo le tue nuove disavventure da tirocinante.

    Un abbraccio forte forte!
    by Roby,
    blog Dolci&Parole

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    1. Apprezzo la solidarietà ç_ç ricambio l'abbraccio! ♥

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  2. Lo so, è terribile, ma...AAAAAAH! Un tirocinio in una libreria! *O*
    E sì, hai appena raccontato un incubo (che ho adorato per la tua irresistibile ansia), ma wow! A me sembra ancora una cosa bella. Bella nonostante i libri di economia e religione (sono convinta che ci sarà di peggio) e il povero Wilde maltrattato dalla cliente...
    Vedrai che arriveranno anche soddisfazioni e illuminazioni sul senso della vita (in certe situazioni devono arrivare).
    p.s. Aspetto le nuove avventure del tirocinio! *w*

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    1. Alla fine è solo questione di abituarsi a tutti i lati oscuri della forza che non avevo mai considerato. Però... LIBRI. LIBRI. LIBRI!
      Sono felice che il post ti sia piaciuto *-*

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  3. Ecco perché lavorare in libreria mi spaventa. Probabilmente io mi accontenterei di non vendere Cinquanta sfumature ed essere licenziata XD

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    1. AHAHAHAH
      "Vorrei 50 Sfumature di Grigio".
      *book drop*
      "I'M OUT!"

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  4. Okay, la mia intenzione era quella di fare un tirocinio in libreria per il prossimo anno.
    Ci ripenso? XD
    Fantastica Mel, voglio leggerne ancora, ancora e ancora :D

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    1. Nooo fallo e vieni a condividere con me le tue sventure! *w*
      Grazie! :3

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  5. Vai ragazza e conquista il tuo obiettivo!❤

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    1. La strada per la laurea è lastricata di libri brutti ♥

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  6. Vorrei scrivere un commento degno dotato di arguzia e fascino, ma le parole della cliente mi hanno fatto male. Troppo male. Però pensa positivo: se sono tutti come lei puoi far comprare loro libri simili, che probabilmente non leggeranno mai. Ma intanto li hai svuotato le tasche XD

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    1. È esattamente il ragionamento di Capo: vendi e fregatene di quel che vendi.
      Ma INSOMMA!

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  7. Post meraviglioso e ne vogliamo ancora altri - anche se sono consapevole delle tue bestemmie nel mentre. xD
    Io ho fatto il tirocino universitario in bilioteca e poi ci ho fatto altri 11 mesi di servizio civile nel 2015, ma onestamente non ricordo che mi siano mai capitate persone del genere. xD
    Però se l'avessi fatto in libreria, mi sarei sentita così anche io - con l'aspirazione del "miglior impiegato del mese".

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    1. Grazie! ♥
      Purtroppo - mettiamola così - tendo ad essere molto competitiva. DEVO vendere e PRETENDO di vendere libri BELLI.
      Capirai anche tu che le cose non è che vanno di pari passo XD
      La biblioteca è aww *ç*

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  8. Ti prego, scrivine altri. XD
    Comunque, non so come hai fatto a mantenere la calma con quella cliente: seriamente, io glielo avrei tirato in faccia il suo "Cinquanta Sfumature di Dorian Gray"! -.-

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    1. Alla fine è stata anche una mezza figuraccia, perché è intervenuto D. e l'ha portata a prendere il libro, lontano da me che ancora sbattevo le palpebre in un angolo.
      Angosciante.

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    1. È praticamente il mood riassuntivo dell'intera giornata XD

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  10. Tanto per cominciare complimenti per il tirocinio :D
    ma guarda il lato positivo: sei ancora così pura da aver pensato che Oscar Wilde fosse un'opzione. Il mio dubbio mentre leggevo era che cercasse la versione di 50 sfumature di grigio raccontata da lui, che se non ricordo male si intitola Grey XD

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    1. Grazie! :3
      Non parlarmi di Grey: ho venduto anche quello e mi sono dovuta sorbire una solfa su quanto fosse ENTUSIASMANTE avere un libro dal punto di vista di quell'anima buona che è Christian Grey.
      Perché, se non capisci che lui ha un cuore grande così, allora sei una deficiente.

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  11. Adoro i tuoi resoconti *_* non so cosa darei per avere anch'io un'esperienza così awww *_*

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  12. *piange tantissimo di gioia*
    L'Entità sovrannaturale che gioca con te vuole un po' di bene a me (ma proprio un po' o mi avrebbe fatto passare quel benedetto esame che mi fa dannare tanto) nel farti creare questa rubrica. Assomiglia tantissimo a quello che scriveva Duke of Bookingham sul suo tumblr circa due anni fa quando lavorava in una libreria per risparmiare per il suo master. Dai un'occhiata, potrebbe esserci qualche consiglio di sopravvivenza.
    Leggendo la tua nuova rubrica mi è sembrato quasi di tornare a casa e... si, porca vacca, ma che danno da mangiare alle ragazzine? Ormoni in omogeneizzato? Perché non leggono gli urban fantasy post-Twilight? (Mamma mia come suono vecchia)
    Però è stata davvero sgarbata.

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  13. Beeee'? E ti sei già fermata? Qui vogliamo sentire altri aneddoti *o* *guarda tipo cane bastonato con i popcorn alla mano*
    Anche io farei carte false per lavorare in libreria u.u ma ovunque si sentono storie come questa ovvero: clienti idioti XD clienti idioti che non sanno un cavolo di ciò che cercano EVERYWHERE! Oddio ogni tanto ci sono anche i librai idioti eh :D mi ricordo un paio di volte in cui io ne sapevo più di loro... oppure una in cui uno cercò di rifilare a me e un'amica un libro dicendo robe tipo *è bellissssimo* senza sapere che noi eravamo preparate e che sapevamo che era il secondo di una serie X°D però immagino i casi di clienti-idioti superino di gran lunga i casi di librai-idioti.
    Va be' tutto questo per dire che devi fare altri episodi di queste cronache! Cioè, per forza. Non hai scelta!
    (Nel caso non si fosse capito, mi sono goduta ogni riga *o* awww!)

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