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lunedì 1 settembre 2014

Recensione | Conversazione con J.K Rowling

« Una locomotiva a vapore scarlatta era ferma lungo un binario gremito di gente. Un cartello alla testa del treno diceva "Espresso per Hogwarts, ore 11". Harry si guardò indietro e, là dove prima c'era il tornello, vide un arco in ferro battuto, con su scritto "Binario Nove e Tre Quarti". Ce l'aveva fatta. »
— J.K Rowling, Harry Potter e la Pietra Filosofale 

Buongiorno e buon primo Settembre a tutti, miei bellissimi lettori!
L'Espresso per Hogwarts è partito già da un'ora. Avete trovato tutti uno scompartimento libero? Vi state già ingozzando di Gelatine Tuttigusti+1 e Cioccorane (io sì, OM NOM NOM).
Da quando avevo undici anni, ogni primo Settembre ho il mio piccolo rito personale: mi metto in un angolo e penso a come sarebbe il mio viaggio verso Hogwarts. E poco importa che, ormai, dovrei essere una strega diplomata. Ogni anni, il primo Settembre, io salgo su quel treno.
Quest'anno celebrerò la cosa con una bella maratona delle mie parti preferite della saga di Harry Potter, ma volevo che anche sul blog si respirasse un po' di aria Hogwartsiana. Così, ho deciso di postare la mia mini recensione di Conversazione con J.K Rowling.
Cosa c'è di meglio di iniziare l'anno magico con le parole della creatrice di questo intero mondo?

Conversazione con J.K Rowling
LINDSAY FRASER 



 ▲ Ponte delle Grazie ▲ Brossura ▲ 93 pagine ▲ 7 € ▲

TRAMA: « Nel 1997 un editore di libri per adulti inglese, Bloomsbury, pubblica la storia di un ragazzino dotato di poteri magici, Harry Potter. Da allora sono passati cinque anni e l'autrice, J. K. Rowling, è diventata famosa in tutto il mondo. Ma quello che ancora non si conosce e non si racconta è la vita di questa scrittrice, che non è mai venuta meno, malgrado il successo, alla riservatezza della sua vita privata. Questa è la prima intervista in cui la Rowling racconta la sua infanzia e le sue letture preferite, la sua carriera scolastica, la sua attività di scrittrice e come è nato il mondo fantastico di Harry Potter, come hanno preso forma i personaggi e gli ambienti, sempre legati a episodi della sua vita.  »



martedì 12 agosto 2014

Goodbye, mr. Robin Williams



“You're only given a little spark of madness. Don't lose it.” 
-Robin Williams (1951 - 2014)




Ciao a tutti, cari Mysamigos.
Oggi mettiamo da parte un po' tutto, su questo angolino, per fare un piccolo omaggio a un grande attore. Sia io che Mel abbiamo pensato che fosse il minimo.
Robin Williams era il primo nome che mi saltava in mente se qualcuno mi chiedeva chi fosse il mio attore preferito. Il primo attore di cui mi sono interessata come si chiamasse, dopo aver visto Hook - Capitan Uncino, quando ero ancora una piccola gnoma. Ogni volta che vedevo la sua faccia in un film, sapevo per certo che sarebbe stato un gran film. Ricordo ancora la gioia immensa che ho provato nel riconoscere il suo naso nelle fattezze del Genio di Aladdin. L'Uomo Bicentenario è e sarà sempre uno dei tre film che mi fa piangere (sì, sono solo tre. Sono un'Intrepida). Robin Williams è l'unico uomo che può salire sul banco, basarci un discorso e sembrare l'insegnante migliore del mondo. Era il viso che davo a tutti i "padri benevoli" nei libri che leggevo. Sarà trito, ma era davvero uno dei volti della mia infanzia.