Salve a tutti!
Vi prensento la nostra rubrica dedicata alle vite dei grandi autori,
The Importance of Being… oggi dedicata a
Agatha Christie!
La rubrica avrà cadenza quindicinale, mi raccomando, segnatevelo sul calendario! (?)
Ora, piccola nota introduttiva: abbiamo pensato che sarebbe stato bello condividere con voi non solo i pareri sulle opere, ma anche brevi cenni sulle storie personali degli autori, in modo da poter capire il perché di ciò che hanno scritto e, magari, rileggerli sotto un’altra luce.
Ma, parliamoci chiaro, solo a pensarci mi sono ritornate alla mente le interminabili lezioni di letteratura al liceo, quando avremmo volentieri
infilato il libro giù per la laringe del professore solo per impedirgli di continuare ad elencare le volte in cui Dante andava in bagno.
Non potendo ricorrere a misure tanto drastiche, in genere ci limitavamo a scambiarci commenti sarcastici su ciò che sentivamo. Perciò, vi presentiamo la vita di Agatha Christie così come l’avremmo sentita noi.
Speriamo vivamente che tutto ciò non la offenda.
Ti vogliamo bene, Agatha!
Dame Agatha Mary Clarissa Christie (nata Miller) nasce a Torquay il 15 settembre del 1890…
Mi ci vorranno anni per ricordare un nome del genere. Va bene se la chiamo solo Aga? Come il femminile di ago.
…cresce in una famiglia borghese. Suo padre, agente di cambio americano, mai troppo presente per la sua famiglia, muore quando lei ha 10 anni. Sua madre, Clara, contrariamente con quanto fatto per i fratelli Madge e Monty, non manda Agatha a scuola…
Che bambina fortunata.
…e provvede lei stessa all’educazione della figlia, insieme alla nonna e alle governanti. Agatha, a cinque anni impara a leggere da sola.
Cioè, studia a casa, da sola, e riesce COMUNQUE ad essere secchiona.